Riflessioni...

18 Giugno 2021

Logistica, un recupero necessario per la ripresa

Fanno parte entrambi del racconto della terra, ma sono l’emblema di due mondi opposti. Eppure, senza petrolio (almeno fino a ora) e senza cibo il mondo finisce.  E sono legati a filo doppio anche dall’ andamento delle quotazioni sui mercati mondiali. Sale l’oro nero e si impenna il prezzo delle commodity agricole.  In un’altalena mossa con precisa sincronia.  Ma sull’agricoltura i ritocchi dei listini dell’oro nero pesano doppio.  Non solo la fiammata inflazionistica che si riverbera sui consumi non porta ossigeno nelle casse degli agricoltori, ma  l’aumento del petrolio appesantisce ulteriormente i costi delle imprese agricole. Ancora dipendenti dai derivati del petrolio per riscaldare le serre o rinfrescare le stalle.  Ma anche per azionare trattori e macchine agricole. E non solo. La partita dell’agricoltura, soprattutto ai tempi del Covid, si gioca in gran parte sull’export e dunque sulla capacità di  trasportare le merci agricole non perdendo competitività nei confronti dei partner. Ma il nuovo record del petrolio ha gonfiato la bolletta logistica italiana. Con un impatto forte su tutte le merci, in particolare l’agroalimentare che ha più difficoltà a recuperare le maggiori spese perché deve fare i conti ,spesso, con una concorrenza sleale internazionale. Non solo modalità produttive, ma anche impiego del lavoro a basso costo che porta in alcuni casi, soprattutto per quanto riguarda Paesi come la Turchia, a un vero e proprio sfruttamento che si allunga al lavoro minorile. Se poi si aggiunge la pesante bolletta dei trasporti ecco che il quadro è completo. Un’analisi dettagliata dei costi delle inefficienze   infrastrutturali italiane è stata realizzata dal Centro Studi Divulga (Clicca qui per consultare il lavoro). Complessivamente si calcola un aggravio per il sistema Italia di oltre 13 miliardi che allontana il nostro Paese dagli standard europei. La qualità delle dotazioni infrastrutturali nazionali è al di sotto del livello europeo. L’Italia è indietro in Europa per tutte le modalità di trasporto: ferroviario, aereo, stradale e marittimo. Sul fronte dei porti l’Italia si colloca al diciottesimo posto, ma non va molto meglio per il trasporto ferroviario, aereo e su gomma.

Nella classifica dei servizi ferroviari l’Italia, quanto a efficienza, scende alla ventesima posizione, dopo di noi  solo i Paesi dell’Est, Grecia, Malta, Croazia e Cipro. Anche sul trasporto su gomma attraverso cui viene movimentato l’88% delle merci la qualità lascia molto a desiderare. E ancora una volta l’Italia scivola in ventesima posizione.  

Insomma, se con il petrolio, come la storia insegna, la partita è persa, sulle infrastrutture il grande salto si deve e soprattutto si può fare. Ora o mai più.

Contattaci e se vuoi restare aggiornato con le novità Divulga? Inserisci qui la tua email.
Contattaci

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi