Riflessioni...

17 Marzo 2021

Coca-cola o Parmigiano Reggiano?

E’ più salutare una lattina di Coca Cola o uno spicchio di Parmigiano Reggiano? E per condire dobbiamo preferire l’olio di colza all’olio extravergine di oliva?  Così posto sembra un quesito alla Catalano con risposta scontata. Invece nell’Unione europea sembra che si voglia imboccare la strada che porta a penalizzare le eccellenze alimentari made in Italy a vantaggio dei prodotti realizzati in laboratorio. Lo spauracchio ha un nome preciso: Nutriscore. Il sistema che giocando con una scala cromatica fa scattare l’Sos sui quantitativi di grasso, zuccheri e sale contenuti nell’alimento senza alcun riferimento alle porzioni e ai quantitativi consumati. E il rosso si accende proprio sui prodotti simbolo del Belpaese. L’indicazione non si limita a fornire notizie, ma a condizionare la scelta dei consumatori. Chi potrebbe rimanere indifferente leggendo una scritta che lancia l’allarme sui possibili danni alla salute   di una fetta di prosciutto o una spruzzata di olio sull’insalata? Soprattutto in una fase in cui bisogna districarsi tra fake news e drastiche e spesso improvvisate diete dettate da sedicenti esperti.  Un ulteriore danno per la corretta informazione nei confronti dei consumatori, per i circa 29 miliardi di esportazioni italiane nei confini europei e gli oltre 46 miliardi nel Mondo. L’Italia protesta da anni, dalle prime apparizioni dei semafori nei supermercati inglesi e tedeschi. Ma nonostante la dura opposizione dell’Italia il fronte dei fautori del Nutriscore si stia consolidando. Informare è un diktat, soprattutto quando c’è di mezzo la salute, ma quando l’informazione diventa condizionamento va messa al bando. Il Nutriscore è spuntato e sta raccogliendo sempre maggiori consensi in parallelo alla crescita del made in Italy sui mercati europei e mondiali.  L’Italia apparecchia la tavola con le migliori eccellenze e forse questo fa paura ai competitor.  Che il cibo italiano faccia tendenza è un dato di fatto e il dilagarsi del fenomeno dell’italian sounding ne è testimonianza. Basta una evocazione del Belpaese, un paesaggio o il semplice tricolore, e il gioco è fatto. Come per un falso Armani o Gucci, può gratificare anche portare in tavola un anonimo Parmesan.  Ecco perché è quasi naturale provare in tutti i modi a mettere nell’angolo i brand diventati di moda. A pensare male a volte…

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